
Dopo tanto tempo sprecato ho di nuovo riaperto un libro, anzi due.
Io no di Lorenzo Licalzi,
Esco a fare due passi di Fabio Volo.
Il protagonista in entrambi i casi credo sia lo stesso, il Peter Pan di turno.
Mentre leggevo
Io no mi sono accorta, pagina dopo pagina, di aver prima visto il film. (Uno dei tanti film presi in prestito dalla videoteca personale di Valerio!!)
Come spesso accade la ripoduzione cinematografica di un libro delude molto. Il finale, la scelta degli attori... In questo caso no. Il film è molto bello: segue riga per riga, in maniera molto fedele, quello che voleva esprimere Licalzi, nei dialoghi, nelle scene, nelle espessioni degli attori.
Nel film ritrovi le emozioni. Le emozioni di un uomo a te sconosciuto lette (e sottolineo solo lette) attraverso inchiostro nero su carta bianca che ripercorrono il pensiero di un altro uomo, il quale riesce a trasmettere le stesse su pellicola, e ti emozionano.
Questo per me è il massimo. Unire PENSIEROLIBROFILM.
Mentre Fabio Volo esce a fare due passi trascrivo due cosine, tanto per...
Innamorarsi è una droga, amare è una medicna.
Quando ho fatto l'amore con lei la prima volta pensavo di impazzire, credevo che il mio cuore non potesse reggere tanta emozione, facevo fatica a respirare. Il profumo della sua pelle era stato creato per me: era una droga, e dal quel momento avevo bisogno almeno di una dose giornaliera per stare bene. Un profumo che annusi e dici:
casa.
Ieri pomeriggio sono andato in farmacia per comprare una scatola di biscotti Plasmon e una di preservativi.
(Quella dei Plasmon l'ho quasi finita, l'altra non l'ho ancora aperta.)
Comunque, oltre al tempo cambia anche lo spazio: se tutto è più veloce deve essere anche piccolo. Quando eravamo bambini facevamo a gara a chi ce l'aveva più grosso. Da quando ci sono i cellulari si fa a gara a chi ce l'ha più piccolo. Ci sono0 ragazze che quando gli suona il telefonino prendono le ferie per cercarloo nella borsa.
Il disagio che provo ogni tanto con certe persone, ti assicuro che non è presunzione, superbia o simili, ma giuro che vorrei mettermi della Nivea nelle orecchie per idratare e ammorbidire le cose che sento. Mi hanno detto che bisogna imparare ad adattarsi senza perdere la propria essenza, che bisogna essere come l'acqua, che se messa in un bicchiere prende la forma del bicchiere, se messa in una bottiglia prende la forma della bottiglia.
Adattarsi e cambiare forma senza perdere la propria essenza.
Io ci provo, ma a volte ma a volta mi versano in uno scolapasta e mi perdo in mille buchini.
Fabio Volo,
Esco a fare due passi