SOLO RABBIA
Perchè non c'è pietà.
Perchè non c'è amore.
Perchè non c'è umanità.
Nessuno può prendersi la vita altrui.
Nessuno può mentire a se stesso.
Nessuno può prendersela con i bambini.
Lui non ha il diritto di rimanere libero.
Lui, diavolo sceso in terra, con quale coraggio ha ucciso quell'anima innocente ed è apparso sugli schermi di milioni di italiani dichiarandosi innocente.
Lui, sbaglio del genere umano.
Lei, gia mamma di un bimbo di sei anni, perche?
Lei, donna, portatrice di noi tutti, perchè ha commesso, ha permesso questo scempio?
Lei, non degna di essera chiamata mamma.
Piccolo angelo dagli occhi azzurri.
Piccola anima innocente.
Piccolo, perchè il pianto ti ha tradito.
Loro, genitori privi del loro dono più grande.
Loro anime perse.
Loro, ai quali il destino ha riservato la morte del loro piccolo.
Fratello non più.
Fratello per poco.
Fratello solo, non più tale.
Affinchè questo orrore non venga mai dimenticato.
Affinchè coloro che hanno commesso il reato vengano puniti.
Affinchè i bambini vengano protetti.
Spero che una volta per tutte la gente capisca che la pena di morte non è una soluzione. Ma la redenzione per i peccatori.
Questa inutile prodigalità di supplicii, che non ha mai resi migliori gli uomini, mi ha spinto ad esaminare se la morte sia veramente utile e giusta in un governo bene organizzato. Qual può essere il diritto che si attribuiscono gli uomini di trucidare i loro simili? Ma colui che si vede avanti agli occhi un gran numero d'anni, o anche tutto il corso della vita che passerebbe nella schiavitù e nel dolore in faccia a' suoi concittadini, co' quali vive libero e sociabile, schiavo di quelle leggi dalle quali era protetto, fa un utile paragone di tutto ciò coll'incertezza dell'esito de' suoi delitti, colla brevità del tempo di cui ne goderebbe i frutti. L'esempio continuo di quelli che attualmente vede vittime della propria inavvedutezza, gli fa una impressione assai piú forte che non lo spettacolo di un supplicio che lo indurisce piú che non lo corregge. Non è utile la pena di morte per l'esempio di atrocità che dà agli uomini. Se le passioni o la necessità della guerra hanno insegnato a spargere il sangue umano, le leggi moderatrici della condotta degli uomini non dovrebbono aumentare il fiero esempio, tanto piú funesto quanto la morte legale è data con istudio e con formalità. Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio Che debbon pensare gli uomini nel vedere i savi magistrati e i gravi sacerdoti della giustizia, che con indifferente tranquillità fanno strascinare con lento apparato un reo alla morte, e mentre un misero spasima nelle ultime angosce, aspettando il colpo fatale, passa il giudice con insensibile freddezza, e fors'anche con segreta compiacenza della propria autorità, a gustare i comodi e i piaceri della vita?
DEI DELITTI E DELLE PENE
Cesare Beccaria cap 28

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